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Risarcimento Danni da Parto: Come Capire se è Errore Medico

  • Immagine del redattore: Studio Legale Ramadori
    Studio Legale Ramadori
  • 23 feb
  • Tempo di lettura: 4 min

Il parto è uno dei momenti più delicati per madre e bambino. Quando le cose non vanno come previsto, nasce spontanea una domanda: si tratta di una complicanza inevitabile o di un errore medico che poteva essere evitato? Capire questa differenza è fondamentale per sapere se si ha diritto a un risarcimento e quali sono i passi concreti da compiere.


Quando la Complicanza Diventa Errore Medico

La complicanza è un evento dannoso che può insorgere durante il parto, astrattamente prevedibile ma non evitabile secondo le conoscenze tecnico-scientifiche del momento. L’errore medico, invece, si configura quando il danno era prevedibile ed evitabile con la dovuta diligenza.[diritto +1]

La Cassazione ha chiarito con la sentenza n. 9198/2024 che non basta dimostrare l’insorgenza di una complicanza per escludere la responsabilità: il giudice deve verificare se il danno era davvero imprevedibile e inevitabile, e se non esiste nesso causale tra la tecnica adottata e il danno subito. In pratica, se i tracciati cardiotocografici mostravano sofferenza fetale ignorata dal personale sanitario, non si può parlare di complicanza inevitabile


Cosa Dice la Giurisprudenza Recente

Le sentenze del 2024 e 2025 hanno portato importanti chiarimenti. La Corte d’Appello di Ancona (sentenza n. 1525/2024) ha affermato che quando gravi patologie del neonato possono essere ascritte al mancato monitoraggio continuo che avrebbe permesso di avvedersi tempestivamente della sofferenza fetale, si configura un comportamento colposo per omissione.[avvocaticollegati]

La Cassazione con l’ordinanza n. 26826/2025 ha stabilito che la morte del feto per colpa dei sanitari configura un danno da perdita del rapporto parentale, non un semplice danno potenziale, con criteri di liquidazione più incisivi. Questo significa che il dolore dei genitori viene riconosciuto pienamente, anche quando il bambino non è nato vivo.[dirittoesanita.unipv +1]

La Cassazione (sent. n. 27142/2024) ha ribadito che è onere del danneggiato provare il nesso di causalità tra l’aggravamento della situazione patologica e la condotta del sanitario, mentre spetta al medico o alla struttura dimostrare che l’evento era imprevedibile e inevitabile.[avvocaticollegati]


Complicanza o Errore? I Criteri Pratici per Distinguerli

Esistono elementi concreti che aiutano a capire se ci si trova di fronte a un possibile errore:

• Mancato o inadeguato monitoraggio fetale: se i tracciati cardiotocografici non sono stati eseguiti con continuità o sono stati mal interpretati

• Ritardo nell’intervento chirurgico: quando i segnali di sofferenza fetale richiedevano un cesareo d’urgenza non eseguito tempestivamente[risarcimentidannimalasanita]

• Omessa diagnosi: mancati accertamenti diagnostici necessari in presenza di sospetti derivanti da precedenti visite[avvocaticollegati]

• Violazione di protocolli: quando la condotta dei sanitari si discosta dalle linee guida senza giustificazione adeguata al caso concreto[avvocaticollegati]

• Cartella clinica incompleta o alterata: l’incompletezza documentale può essere utilizzata dal giudice per ritenere dimostrato il nesso causale, quando proprio tale lacuna ha reso impossibile l’accertamento[avvocaticollegati]


Cosa Devi Dimostrare per Ottenere il Risarcimento

Per ottenere un risarcimento devi provare tre elementi fondamentali: il danno subito (fisico, psicologico o economico), un chiaro nesso causale tra questo danno e la condotta medica, e la responsabilità della struttura sanitaria o del medico.[studiolegalemp]

Il criterio utilizzato dai giudici è quello del “più probabile che non”: l’opera del medico, se correttamente e prontamente prestata, avrebbe avuto serie e apprezzabili probabilità di evitare il danno secondo la regola della normalità causale. Non serve la certezza assoluta, ma una probabilità prevalente che l’errore abbia causato il danno.[avvocaticollegati]

La natura contrattuale del rapporto con la struttura sanitaria comporta un’inversione parziale dell’onere probatorio: tu devi dimostrare il danno e il nesso causale; spetta invece alla struttura provare di aver agito correttamente e che il danno era inevitabile.[studiolegalemp +1]


Come Viene Calcolato il Risarcimento

Per valutare se sussiste un caso di malasanità devi procurarti innanzitutto la artella clinica completa (del ricovero e del parto).

Il risarcimento per malasanità si basa su criteri che tengono conto dell’età del paziente al momento del danno e della gravità dell’invalidità subita. Possono essere risarciti il danno biologico (alla salute fisica), il danno morale (sofferenza interiore), il danno esistenziale (alterazione delle abitudini di vita) e il danno estetico.[studiolegalemp +1]

Nei casi di lesioni permanenti al neonato, il risarcimento include anche le spese di assistenza a lungo termine e il mancato guadagno futuro. Per i genitori, in caso di morte del neonato o del feto, si riconosce il danno da perdita del rapporto parentale, calcolato secondo le Tabelle di Milano con personalizzazione in base alle circostanze concrete (intensità della relazione, durata della gravidanza, sofferenza specifica).


Tempi e Prescrizione

Per la richiesta di risarcimento danni, la prescrizione è di 10 anni per inadempimento contrattuale (responsabilità della struttura sanitaria), mentre è di 5 anni per danni da fatto illecito (responsabilità extracontrattuale del singolo medico). È fondamentale non attendere troppo tempo, sia per preservare le prove sia per avviare tempestivamente la valutazione del caso.[boccadutri]

Una causa per risarcimento danni può durare da pochi mesi (per accordi stragiudiziali tramite mediazione) a diversi anni se si arriva a giudizio, con una media per il primo grado che si attesta su 3-4 anni. La visita medico-legale da parte della struttura o della compagnia assicurativa avviene solitamente entro qualche mese dalla richiesta, e in caso di offerta accettata il risarcimento può essere ottenuto in 1-2 mesi dalla visita.


L’Esperienza dello Studio Ramadori

Lo Studio Legale Ramadori vanta una consolidata esperienza in materia di tutela dei diritti dei pazienti vittime di malasanità. L’attività pluriennale svolta in collaborazione con Codacons ha consentito di affrontare centinaia di casi complessi, acquisendo una sensibilità particolare per le situazioni più delicate come quelle legate al parto.

La competenza maturata permette di valutare rapidamente la fondatezza del caso, di coordinare le perizie medico-legali necessarie e di assistere le famiglie con un approccio che unisce rigore tecnico ed empatia concreta. Non promettiamo risultati certi, ma garantiamo un’analisi seria e trasparente della documentazione.


Cosa Fare Subito

Se sospetti che il danno subito da te o dal tuo bambino durante il parto sia riconducibile a un errore medico, il primo passo è richiedere tutta la documentazione clinica. Non aspettare che la memoria dei fatti si confonda o che i documenti vadano persi.


CLICCA QUI PER COMPILARE IL FORM per richiedere la prima consulenza gratuita: valuteremo insieme la documentazione in tuo possesso e ti indicheremo con chiarezza se e come procedere. Non ci sono impegni, solo un’analisi preliminare per capire se il tuo caso presenta i presupposti per un’azione di tutela.


Disclaimer: Questo contenuto ha scopo informativo e divulgativo, non costituisce consulenza legale; per valutazioni concrete è necessario l’esame della documentazione clinica specifica.




 
 
 

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