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(o leggi prima l’articolo seguente)

IL RISARCIMENTO DEI DANNI DA EPATITE C

Negli anni passati, la trasfusione di sangue infetto e’ stata una grande fonte di contagio dell’epatite c. Solo nell’anno 1989  è stato finalmente identificato il virus HCV, e da allora il rischio di contrarre l’infezione si e’ ridotto.

Purtroppo fino al 1989 il virus ha contagiato oltre UN MILIONE E MEZZO di soggetti ed  è stato responsabile del 75% dei casi di cirrosi epatica.

Anche se inizialmente l’epatite può essere asintomatica, con il tempo la qualità di vita dei malati è pessima, perchè il virus entrato nell’organismo e, in base alla sua maggiore o minore virulenza, e alla predisposizione immunologica del ‘ricevente’, comincia ad “attaccare” il fegato, arrecando gravissimi danno e in alcuni casi la morte.

L’epatite c e’ la piu’ pericolosa tra le epatiti, perchè nella metà delle persone contagiate diventa cronica, ossia comporta la degenerazione del tessuto del fegato: le funzioni dell’organo diminuiscono e, nel circa il 5% dei casi, la cirrosi sviluppa in tumore.

La Legge 210 del 25 Febbraio 1992 prevede, quale indennizzo, un assegno mensile a favore di tutti coloro che risultino contagiati da epatiti post trasfusionali, HIV  e vaccinazioni obbligatorie e presentino danni permanenti e irreversibili alla integrità psico fisica.

E’ possibile inoltre agire giudizialmente:

  • Nel caso non venga accettata la propria domanda ex Legge 210/1992
  • Anche nel caso di ottenimento dell’indennizzo, per ottenere un ulteriore risarcimento dei danni, che tenga in considerazione il danno alla integrità psico-fisica, l’invalidità parziale e il danno futuro sulla qualità di vita compromessa con la contratta infezione virale.

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