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L'avvocato Marco Ramadori e' Presidente del Codacons, l'associazione dei consumatori, e Presidente di Articolo32, il network nazionale di avvocati e di medici che agisce per il risarcimento dei danni alla salute.
La sede del nostro Studio Legale e' in Roma, nel quartiere Prati, in Via Marcello Prestinari 13.
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| 09/01/2007 |
Il provvedimento con natura d'urgenza
Il Tar del Lazio vieta Apocalypto Niente pellicola di Gibson per i minori di 14 anni |
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ROMA La seconda sezione del Tar del Lazio (Presidente Italo Riggio) ha accolto il ricorso del Codacons di vietare provvisoriamente ai minori di 14 anni il film di Mel Gibson Apocalypto. Il Codacons, contestando la decisione della Commissione di revisione cinematografica di non imporre alcun divieto, aveva infatti presentato un ricorso d`urgenza al Tribunale Amministrativo, chiedendo di vietare il film ai minori di 14 anni per l`eccessiva violenza di molte scene. Il presidente della II sezione quater del Tar del Lazio, Italo Riggio, nel suo decreto ha fatto riferimento alla memoria presentata dal Codacons ``nella quale si ribadisce ? si legge nel provvedimento ? con ulteriori specificazioni che il film Apocalypto contiene numerose scene di estrema violenza che si susseguono incessantemente per tutta la durata dello spettacolo, non adatte ad un pubblico di minori``. Ragione, questa, per la quale, ritenendo sussistenti i ``presupposti dell`estrema gravità ed urgenza`` il presidente ha ritenuto che ``al pregiudizio lamentato può ovviarsi inibendo la visione del film sopra citato ai minori di 14 anni``. Tutto ciò, comunque, fino alla discussione della vicenda in camera di consiglio, già fissata al prossimo 17 gennaio 2007. La decisione del Tar Lazio di vietare ai minori di 14 anni il film di Mel Gibson Apocalypto è stata assunta sulla base della memoria presentata questa mattina dagli avvocati del Codacons Marco Ramadori, Gino Giuliano e Carlo Rienzi. In particolare nella memoria sono state descritte una serie di scene di violenza tra cui: la scena iniziale con l`uccisione di un tapiro infilzato con una sorta di spiedo; l`estrazione del cuore dell`animale e la spartizione dei suoi organi fra i cacciatori (testicoli compresi) che li mangiano immediatamente; ad uno dei cacciatori viene praticato un vistoso taglio in pancia e lo si vede camminare con le viscere in mano; durante l`assalto al villaggio dei cacciatori, uno degli assalitori viene ucciso con numerosi colpi di machete inferti fino a dilaniarlo, il padre del protagonista viene ucciso con un vistoso taglio alla gola da cui sgorga copioso il sangue; a coloro fra i prigionieri che si rifiutano di camminare verso la città maya (dove dovranno essere sacrificati alle divinità), vengono inflitte atroci torture per farli rialzare e proseguire; il figlio del protagonista viene curato ad una gamba ferita dalla madre, fra atroci sofferenze e lamenti, mediante applicazione di formiche sulla ferita stessa, come fossero dei punti di sutura.
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