IL RISARCIMENTO DEL DANNO DA EPATITE C
di Marco Ramadori, Presidente Codacons
Negli anni passati, la trasfusione di sangue infetto e' stata una grande fonte di contagio dell’epatite c. Solo nell’anno 1989 è stato finalmente identificato il virus HCV, e da allora il rischio di contrarre l’infezione si e’ ridotto.
Purtroppo fino al 1989 il virus ha contagiato oltre UN MILIONE E MEZZO di soggetti ed è stato responsabile del 75% dei casi di cirrosi epatica.
Anche se inizialmente l’epatite può essere asintomatica, con il tempo la qualità di vita dei malati è pessima, perchè il virus entrato nell’organismo e, in base alla sua maggiore o minore virulenza, e alla predisposizione immunologica del ‘ricevente’, comincia ad "attaccare" il fegato, arrecando gravissimi danno e in alcuni casi la morte.
L'epatite c e’ la piu’ pericolosa tra le epatiti, perchè nella metà delle persone contagiate diventa cronica, ossia comporta la degenerazione del tessuto del fegato: le funzioni dell’organo diminuiscono e, nel circa il 5% dei casi, la cirrosi sviluppa in tumore.
Purtroppo non esiste un vaccino protettivo dall'epatite c e, sia che il virus sia attivo o meno, il soggetto colpito è comunque sempre contagioso.
La Legge 210 del 25 Febbraio 1992 prevede, quale indennizzo, un assegno mensile a favore di tutti coloro che risultino contagiati da epatiti post trasfusionali, HIV e vaccinazioni obbligatorie e presentino danni permanenti e irreversibili alla integrità psico fisica. Vi sono termini legali perentori per la proposizione della domanda per usufruire di tale beneficio economico.
E’ possibile agire giudizialmente:
- Nel caso non venga accettata la propria domanda ex Legge 210/1992
- Anche nel caso di ottenimento dell'indennizzo, per ottenere un ulteriore risarcimento dei danni, che tenga in considerazione il danno alla integrità psico-fisica, l’invalidità parziale e il danno futuro sulla qualità di vita compromessa con la contratta infezione virale.
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Esclusivamente nel campo dei danni alla salute, questo Studio offre consulenza gratuita e assistenza giudiziaria senza nessun anticipo di compensi, su tutto il territorio nazionale.
"La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività."
L'articolo 32 della Costituzione italiana tutela il diritto alla salute, ma troppo spesso il concreto risarcimento di una lesione all'integrita' fisica e' estremamente difficile per il cittadino. Chi subisce un danno alla salute non sempre e' consapevole dei propri diritti, e rinuncia di fatto a massimizzare il giusto risarcimento economico.
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In caso di mancato ottenimento di un risarcimento, nulla sara' dovuto a questo Studio.
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