IL RISARCIMENTO DANNI DA INCIDENTI STRADALI
di Marco Ramadori, Presidente Codacons
Ogni giorno vi sono in Italia circa 617 incidenti stradali, con un aggravamento nel mese di Luglio e durante i week-end (dati ACI-ISTAT, ottenuti in collaborazione con la Polizia stradale, i Carabinieri e la Polizia Municipale). Si stima che solo nell’anno 2005 gli incidenti stradali siano stati circa 225.000, che hanno causato il decesso di 5.426 persone e lesioni personali ad altre 313.727.
Purtroppo, la novità del “risarcimento diretto”, introdotto con D.P.R. 254 del 18.7.06 di modifica al Codice della Strada, e applicato ai sinistri a partire dal 1/2/2007, presenta molte lacune, e lascia ancora gravemente insoddisfatti i danneggiati.
In concreto, le Assicurazioni non riescono ad affrontare questo nuovo sovraccarico di lavoro: il danneggiato si trova di fronte a linee telefoniche sempre occupate, file lunghe e interminabili presso gli ispettorati sinistri, spesso aperti solo pochi giorni a settimana, liquidatori che sottostimano il danno biologico, il danno morale, l’invalidità parziale assoluta e temporanea, e che addirittura neanche considerano il danno esistenziale.
Questo avviene anche perchè i danneggiati non richiedono al liquidatore dell’Assicurazione tutte le voci di risarcimento a cui hanno diritto in modo dettagliato (perchè spesso neanche conoscono l’esistenza di queste voci, ma d’altronde chi ha subito un danno non dovrebbe essere costretto a effettuare un corso di diritto per ottenere il risarcimento a lui dovuto!).
Vi è così, per le Assicurazioni, la facile opportunità di liquidare i danni secondo le loro tabelle interne, e senza tra l’altro spesso neanche rispettare i tempi di pagamento previsti dal Codice delle Assicurazioni .
E’ pertanto sempre consigliabile rivolgersi sin dall’inizio ad un avvocato esperto del settore, che conosca bene la normativa e la giurisprudenza in materia, sempre in continua evoluzione, al fine di richiedere all’Assicurazione tutte le varie tipologie di danno risarcibili e, soprattutto, per un valore corrispondente al danno concretamente subito.
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"La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività."
L'articolo 32 della Costituzione italiana tutela il diritto alla salute, ma troppo spesso il concreto risarcimento di una lesione all'integrita' fisica e' estremamente difficile per il cittadino. Chi subisce un danno alla salute non sempre e' consapevole dei propri diritti, e rinuncia di fatto a massimizzare il giusto risarcimento economico.
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